18 mag 2017

Una volta, parlando con una signora ebrea...

Una volta, parlando con una signora ebrea, le dissi , circa queste parole: "Ma gira voce che se un ebreo abbandona la sua religione gli altri lo emarginano..mah, magari sono luoghi comuni". "No, è così"- mi disse secca, ma dolcemente (una bella signora mora, quando ancora Jason Biggs non aveva, credo, creato l'acronimo milf).
Questo aneddoto per dire che temo- si fa per dire- che l'egemonia culturale della sinistra in Italia sia simile- ed è cosa grave perchè non si parla di una religione ma di vita politica, quindi "laica"- per cui il passaggio da destra a sinistra è accolto con supponenza, del tipo "ah, ok, l'hai capita finalmente..". Mentre quello dalla sinistra (anche se non militante) alla destra (idem) è vista, immagino, come più o meno una scelta pazzoide.
Ebbene una notizia per i piddini (ossia quelli che si proclamano, pur non essendolo di fatto, di sinistra): si può amare Godard, credere nel rispetto, essere non violenti, ma non essere di sinistra. Perchè-questa la mia umile idea- la situazione di sporcizia e degrado- compresi i migliaia di disperati che dormono agli angoli delle strade- la sinistra non solo non l'ha risolta ma l'ha sfruttata, ovviamente a suo vantaggio. Sono un nostalgico; si: nel senso che mi vengono le lacrime agli occhi a pensare com'era bella la mia città anche solo vent'anni fa. Il multiculturalismo come degrado, grazie sinistra.
Quella signora non l'ho più rivista, e dalle parti di Piazza Bologna adesso torno di rado. Ne è passato di tempo; ho cambiato pelle. Ed idee.