15 mag 2017

Umiliazione

"Ero combattuto se scrivere o meno questa poesia"
Non è, almeno per me, un bel modo di cominciare una poesia.
Ma era l'unico per questa.
Perchè finora-
lo ammetto quasi con fierezza-
sono soddisfatto di quello che ho scritto ma-
forse per pudore, forse per altro, non so bene-
non ho scritto di me del cancro morale che mi 
affligge:
la solitudine.
La solitudine è la forma più grande di umiliazione
che esista
e mi rendo conto-
solo ora, a quarant'anni-
che un'invidia ben indirizzata
non deve essere rivolta
al tizio che si scopa la modella Intimissimi
o al vegliardo che ha vinto alla lotteria
o a quello che ha sposato al posto mio "la mia donna"-
queste sono quisquillie decurtisiane
una vera e pervicace invidia-
che - dico in partenza-
non ho la forza di sostenere,
nè forse il talento-
nè tantomeno la strategia per mantenerla, semmai-
la vera invidia morbosa
e quasi parossistica
dovrei indirizzarla
a coloro che riescono a sopportare
la solitudine.
Ma, ad essere onesti,
sarebbe una seconda scelta:
la vera rivalsa, il ghigno feroce,
lo scuotimento di testa-
e certo l'ammirazione sottesa a questi stati
d'animo-
dovrei riservarla
a chi la solitudine la ama.
E non parlo di una solitudine incidentale
o temporanea
ma la solitudine di tutta una vita
che poi (presunzione? si, presunzione)
mi fa piacere pensare
che capiti alle persone che più hanno bisogno di essere amate.
Mi consola soltanto
che queste povere (nel senso di vere, essenziali) parole
saranno dimenticate (da me)
quando la mia solitudine
vacillerà
come una cimice agonizzante;
chissà (ma invece so bene).
Si, si: sto parlando di me
(pensando la poesia per strada-
e doveva essere più breve- 
volevo proprio finirla così:
sto parlando di me,
perchè  pensavo ne sarebbe venuto
un discorso in terza persona).
E forse per la prima volta
non mi importa nulla
del lettore
ma solo dire quello che penso
e- ovviamente-
molto sinceramente
fregarmene altamente di tutti gli altri 
problemi, quelli altrui.
Quello che in fondo tutti fanno
ma solo in alcuni casi dicono esplicitamente
(figurasi in una poesia poi!).
E fregarsene degli altri
è il primo passo
per ottenere il passpartout morale
dei nostri tempi:
l'ipocrisia.
Ah, si dimenticavo:
non esistono associazioni di persone sole
che incontrano persone sole
o almeno su google non le ho trovate.
Se così fosse- probabilmente-
gli psicanalisti perderebbero
una discreta fetta della loro clientela,
ma poi neanche troppi.
Una poesia finisce
quando finisce,
ecco qua.

l[...] la solitudine: bisogna essere molto forti per amare la solitudine (Pierpaolo Pasolini, Versi del testamento).